Ilmondodivelia – Supernova Gallery – Pavia

Invito Ilmondodivelia

La mostra Ilmondodivelia, che verrà inaugurata l’8 novembre 2014, prosegue il ciclo di personali alla Supernova Gallery. La scelta di sovrapporre due esposizioni, quella di Elisabetta Casella e quella di Velia Gelli, nasce dalla volontà di mettere a confronto due realtà contemporanee estremamente distanti fra loro, ma entrambe significative per comprendere le varie sfaccettature del panorama artistico dei nostri giorni. Da un lato il rigore colto, la sistematicità, il metodo di lavoro

– indefesso e costante – di Elisabetta Casella con le sue monocrome creazioni materiche; dall’altro l’inquietante vitalità, il ludus, il caos delle opere pupazzo attorniate da un corteo di contraddittorie immagini infantili di Velia Gelli. Nel suo mondo l’artista coinvolge complici inconsapevoli, che  accedono a vario titolo alla sua produzione artistica e al suo quotidiano, convertendo in arte l’intensità di tutte le esperienze vissute. Due artiste a confronto, l’intimo che si svela in due modi completamente diversi: la ricerca di equilibrio dell’una e l’esistenza onirica dell’altra.

 

Risalgono alla Grecia arcaica piccole figure antropomorfe dotate di gambe mobili, che rimandano a una dimensione rituale in cui le statuette è probabile si appendessero, e forse tintinnavano come campanelle. Anche i puma di Velia Gelli, pure espansi e compatti nella loro natura double-face, sono destinati a essere sospesi. Sono feticci in cui si concentra l’alternanza di vita e morte, dove la morte ha sempre un colore bianco gessoso, la vita una declinazione cromatica e materica ogni volta diversa. Sembrano giocattoli, e un po’ lo sono nella noce di vitalità ludica che anima l’artista. Ma soprattutto hanno l’inquietudine della bipolarità, che a volte fa rabbrividire come il tempio di Giano bifronte aperto in tempo di guerra.
La loro identità animale è ambigua – il puma non è immediatamente riconoscibile, come invece il leone o la tigre –, dunque si costituiscono ideali specchi di autocoscienza, pieni come sono di tessuti, colori, pensieri scritti, ognuno in bilico tra vissuto e immaginazione. Poi arrivano i sogni, il filo notturno che annoda i momenti della mostra, mentre fili concreti annodano e sostengono i puma nell’aria. Ricordo e omaggio a Maria Lai, l’artista sarda che nel 1981 coinvolse gli abitanti di Ulassai in una performance con cui si legarono le case del paese alle pareti della montagna che le sovrastava, per neutralizzarne
simbolicamente il pericolo di crollo. Velia Gelli lega insieme anche coinvolgendo comprimari nella costruzione delle installazioni, il suo lavoro rifiutando l’elaborazione solitaria e preferendo trarre vigore dalla partecipazione di persone che accendono a vario titolo il suo quotidiano: chi fotografa i puma nel loro contatto con la città, chi sviluppa gli scatti fotografici in narrazione filmica, chi intreccia lo spago e appronta le cornici; infine i bambini che lasciano traccia di sé muovendosi intorno all’allestimento. In realtà è il suo modo di tradurre in arte tutto quello che tocca, a tratti con la precipitosità
di chi ha aspettato a parlare e ora lo fa tutto in una volta. Questo è per lei il momento di convertire l’intensità delle esperienze condotte in ambito sociale in giro per l’Europa, di insufflare la sua storia in pupazzi di potere scaramantico,
portati infatti in processione fino al palazzo che ora li ospita. Accanto ai lavori di cucito e tessitura – le suture tra dolenti e salvifiche, l’annodare che imprigiona e però sostiene –, vi sono dipinti in cui l’artista lascia un segno rapido e come
acquoso, appunti visivi sull’autoritratto e su un’infanzia non solo ingenua. Mentre si nutre di poesia americana e italiana – da Elizabeth Bishop a Chandra Livia Candiani –, il suo pensiero si riversa bilingue sul mantello dei puma o si insinua nella
pittura figurativa di ricercata incertezza, tra epifanie e sparizioni. Lei stessa è a mezz’aria, in acrobatico equilibrio fra prima e adesso, tra la tangibilità degli oggetti che crea e l’impalpabilità delle premonizioni oniriche da cui è rincorsa, che ne
fanno la veggente di un’arte in cui si annida una forza taumaturgica antica, emersa dal fondo delle ossessioni umane per diventare preghiera.
Silvia Ferrari Lilienau

Next show at Palazzo Bottigella – Pavia

10170916_304015309801544_6286326809426320175_nLa prestigiosa sede di Palazzo Bottigella Gandini apre le porte
nel 2012 con un’iniziativa intenta a promuovere il lavoro di
giovani artisti. Dopo una serie di mostre collettive, realizzate
con il Settore Cultura della città di Pavia, che hanno suscitato
l’interesse del pubblico dei collezionisti, nasce l’Associazione
Culturale “SUPERNOVA GALLERY”, un incubatore di idee
ed iniziative avente lo scopo di mettere in evidenza il giovane
mondo dell’arte contemporanea nella certezza che possano
emergere nuovi talenti nel complicato sistema dell’arte.
SUPERNOVA sarà aperta a collaborazioni pubbliche e private
diventando un contenitore parallelo e stimolante per collezionisti,
critici e quanti vogliano affacciarsi con il loro contributo
all’arte contemporanea fuori dagli schemi convenzionali.
Il tutto per mettere in atto, così, uno slancio propulsivo a nuove
idee e movimenti. Il 25 ottobre con le opere di ELISABETTA
CASELLA si inaugurerà la prima di una serie di personali.
La mostra, improntata su diversi nuovi lavori, alcuni dei quali
site specific, vedrà esposte anche alcune opere meno recenti:
questo per meglio comprendere l’interessante evoluzione della
giovane artista nel corso del tempo.

1236329_168137633389313_488243085_nPalazzo Bottigella Gandini | Corso Mazzini, 15 Pavia |
email: artlab.bottigellagandini@gmail.com |
contatti: +39 335 6892646 | +39 333 4906874

 

Elisabetta-Portrait-picc21654407_304363359766739_8248566325495474305_nElisabetta Casella
Opere
Mostra a cura di Mariangela Calisti
Testo in catalogo di Silvia Ferrari Lilienau
25 ottobre-22 novembre 2014 | Palazzo Bottigella Gandini | Corso
Mazzini 15 | Pavia | Orari martedì-venerdì: 15.30-19 | sabato: 10-
12.30 | 15.30-19. In orari diversi da quelli di apertura si riceve su
appuntamento.

 

Elisabetta Casella nasce a Piacenza, Italia, nel 1973.
La formazione si compie all’Accademia Galli di Como.
Vive e lavora con Ello, Valentino e un numero imprecisato di gatti
nella campagna piacentina.
Consapevole è la scelta dell’informale come possibilità pittorica
a sottolineare la necessità di abbandonare le forme degli oggetti
per ritrovarne l’essenza nella materia. Una ricerca volta spesso
alle monocromie. Monocromie che si risolvono in campiture di
colore delicato ma incisivo, tormentato da un lavorio sommesso
di segni e punti di luce che indicano un percorso immaginativo
circolare. Sferica, la sua ultima ricerca scultorea. Vissuti emotivi
intensi, tradotti in circonferenze inabbracciabili, fatte di gesso e
materiali ritrovati, stoffe, garze, chiodi, scampoli di merletto.

https://www.facebook.com/pages/Palazzo-Bottigella-Gandini-Art-Lab/132297253640018

COMING SOON AT PALAZZO BOTTIGELLA IN PAVIA

fotoSome of you might still remember the beautiful Renaissance Palazzo in Pavia: Palazzo Bottigella also called il Gandini.

Last spring my bags passed through that historic city landmark and for few months took over its courtyard and the upper loggia.

Well, this time the Curator Marinagela Calisti invited more artists to invade that space with contemporary art and to open its door to the city life with the show entitled THE ROOMS.

Each artist will interact with one of the Palazzo’s rooms. The exhibitions opens on 27th September.

In the meantime Marinagela Calisti is working hard to create a meeting point for contemporary culture that can embrace the town’s history and its artistic activities and that can also regularly function as a landmark of exchange.

foto

PALAZZO BOTTIGELLA: THE VIDEO

Here it finally comes! Now it’s more of a reminder of ‘PASSING THROUGH’ Palazzo Bottigella in Pavia last winter.

The video is longer than usual but this time I really wanted to express the hard work that gets invested into making artworks. Often is tedious and  physical work but a necessary and vital phase to materialize the vision of an idea.

Some people might just like to see the final artwork as in a magic wound pop up gesture. Personally I think that the real magic lies in the process of chasing up an idea until it becomes true. The magic is the  force behind the discipline invested and the commitment to pursuing a creation: a work of art.

In the past year in few but heartbreaking occasions my bags have been thrown away after they had finished serving their function as art.

To me it was unbelievable how a museum and couple of other places took the decision to dispose of my work even if in tatty and decaying conditions, that was actually the point from the very beginning.

These incidents made a very poignant point  that I find relevant to the concept of my work. It is interesting to once again notice how most people view plastic bags as the usual disposable, worthless and cumbersome object that we are impatiently waiting to get rid of.

Well, here it is, this long tedious video partly shows how much time and hardship goes into making the artwork.

What the video doesn’t portray is all the other more hidden phases: collection, storage, deinstalling, dissembling, drying, recycling, packing, documenting, shipping thousand of plastic bags.

Of course it is much easier to get rid of them in the rubbish bin, but that is exactly the point!

Fortunately I was able to reclaim all the bags used for PASSING THROUGH, not even one got wasted! Thank you Mariangela Calisti!

In fact I was also able to recycled plastic pipes and metal wire. Some of the bags here in the videos have been repurposed evolved into a new life and meaning at the  Musée de design et d’arts appliqués contemporains in Lausanne.

Long Live my bags, I say!

PALAZZO BOTTIGELLA IS PLASTIC BAG FREE!

Palazzo Bottigella is plastic bag free!

As from yesterday the beautiful renaissance palazzo is getting ready to welcome new ventures. Artists, watch out for that magnificent space!

I’ve just come back from Pavia with a huge van full of bags: all the work created during my six weeks at Palazzo Bottigella.

The bags that invaded the ancient frescoed surrounding are now in a huge pile waiting to be transformed into new forms and concepts. The next show is quickly approaching. Soon the bags will be at MUDAC in Lausanne, Switzerland.

Once again I would like to thank the Calisti family for all their support. It has been a mad adventure that has open new views and doors on new possibilities. The access to such a unique amazing space as well as to new materials have definitely contributed to further my artist practice.

VERONICA REYES DOCUMENTING OUR STAY IN PAVIA

verVerónica Reyes has been taking thousands of pics with her Ipod. Below are some of her photos documenting the different stages of the work in progress.

Thank you Verónica! Not just for been such an amazing reporter but also for all your patience, your support and for putting up once again with me and my crazy projects!

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Working at the Palazzo

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The delivery of the tree trunk

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At the Gallery

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The opening night at Palazzo Bottigella

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A bit of Pavia

GRAZIE TO STEFANIA PRATO

Thank you Stefania Prato for the lovely review! Check it out on: LA PROVINCIA PAVESE

OR GO TO: http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2013/04/11/news/plastica-e-natura-nelle-installazioni-di-claudia-borgna-1.6865084

Plastica e natura nelle installazioni di Claudia Borgna

Alberi e uomini realizzati con sacchetti di plastica: sono le opere d’arte di Claudia Borgna esposte a palazzo Bottigella (corso Mazzini) e via Bargiggia all’Hangart Studi

Un enorme albero tende i suoi rami verso la luce, al vento si muovono fronde e fiori bianchi. E’ realizzato con sacchetti di plastica e si trova al centro del chiostro di Palazzo Bottigella che ieri sera ha aperto il suo maestoso portone, che si affaccia in corso Mazzini 15, e che accoglie le installazioni di Claudia Borgna, artista contemporanea di fama internazionale, cittadina del mondo. “Un mondo che straripa di cose inutili”, sostiene l’artista le cui opere inducono ad una riflessione, mostrano l’eterno conflitto tra uomo e natura, chiedono il rispetto dell’ambiente. E i sacchetti di plastica, spiega Borgna, “rappresentano il nostro stile di vita”. Ne sono stati utilizzati oltre 5mila per allestire l’esposizione curata da Mariangela Calisti e Silvia Manazza. Installazioni in parte ospitate nel palazzo conosciuto come l’istituto Gandini e in parte all’Hangart Studio di via Bargiggia 4. Opere non in vendita. “Vogliono essere un dono. Perché l’arte è un dono prezioso da condividere – spiega Calisti -. L’esposizione è legata alla filosofia dell’artista che denuncia il consumismo contemporaneo. Invitiamo le scuole a visitarla”. I sacchetti verranno poi riciclati e riutilizzati in altre mostre, dove torneranno a nuova vita. “Ho scelto di materializzare le mie idee attraverso una forma di scultura temporanea perché in questo modo – sottolinea Borgna – penso di poter esprimere al meglio il concetto di ecologia, spazio e tempo”. Palazzo Bottigella, realizzato nel 1492 su disegno di Antonio Amadeo, l’architetto che progettò il monumento della Certosa, ospita le installazioni. Le opere accompagnano la grande scalinata in granito del convento che per anni è stato sede delle suore benedettine e le aule della scuola elementare ospitano grandi figure bianche. Un immaginario filo rosso collega il passato, la storia del convento e le suore che l’hanno abitato, al mondo contemporaneo, all’Hangart, dove gigli giganteschi rappresentano le gonne delle suore e parlano di purezza. L’ingresso è gratuito. Palazzo Bottigella: 11-20 aprile, 15,30-19; 23 aprile-11 maggio:su appuntamento. Hangart: da martedì a venerdì 15,30-19. Email hangart.studio4@gmail.com.

Stefania Prato

ARTEWORLD another review

check it out: ARTEWORLD

OR GO TO: http://www.arteworld.it/mostra-pavia-arte-e-rispetto-dellambiente/

GRAZIE DARIO!

POSTED BY DARIO APR – 12 – 2013 0 COMMENT

Claudia Borgna

Una delle questioni più spinose per la società certamente è l’ambiente. Tante persone che fanno tanto per cercare di restituire almeno l’un percento di quello che il pianeta ci ha permesso di realizzare, mentre molti altri fanno finta di evitare il problema, evitarlo per credere che tutto vada bene, quando in realtà non è cosi.

Ci si prova con campagne pubblicitarie, con degli slogan forti con il fine di sensibilizzare l’opinione pubblica cosi da smuovere qualcosa ma in realtà non si riesce mai a risolvere nulla. Ma la faccenda è più spinosa di quanto si voglia dare a vedere, e l’uomo giusto negli ultimi anni sta cercando di correre ai ripari per salvare il salvabile, cosi per mantenere almeno l’indispensabile per le generazioni future.

L’arte può essere uno strumento potente di propaganda così come lo è la stampa o internet o la televisione, per dare una scossa, per far rendere conto della gravità della situazione. A questo proposito c’è un’artista nell’area di Pavia, Claudia Borgna, la quale ha realizzato in due luoghi distinti della città, ovvero Palazzo Bottigella e Hangar Studio, diverse installazioni composte unicamente con dei sacchetti di plastica, oggetti praticamente di ogni giorno, elementi che rispecchiano al meglio quella che è la battaglia per mantenere pulita il nostro pianeta.

Installazione di Claudia Borgna

Installazione di Claudia Borgna

Si può visitare gratuitamente e liberamente fino al 20 Aprile e poi fino all’11 Maggio su prenotazione.
Collaboriamo per un mondo più pulito!