SENZA PAROLE

“Quando la Natura Diventa Arte” is a yearly exhibition curated by Guido Gulino that takes place in Bellissimi near Dolcedo, IM, in occasion of la Madonna of Misericordia festivities

On Sunday 4th September 20l6 for the occasion of the festivities in celebration to the Madonna of Misericordia the village of Bellissimi will be decorated with a multitude of coloured flags blowing in the breeze.
The festivities start in the morning at l0.00 with a holy mass and in the afternoon from 16.00 onwards there will be games such as guessing the weight of a large round form of alpine cheese, the mouth of fortune (lucky dip) and entertainments for both adults and children with street art and magician shows by Daniel Delministro and Papillon.
Regarding artistic ability, three new murals will be shown. The exhibition When nature becomes art, creations using natural elements, in its 10th edition, will take place. It will be shown in the picturesque terraced garden of the Bellissima family who gave their name to the village.   Will take also place visits to a collective ehxibition and to the ancient Asilo of the village.
There will also be a welcoming spread of refreshments prepared by the inhabitants of the village accompanied with music from Giuliano Giuliani together with Paolo Castiglione eMarina and of course the launching of the well-known paper balloons constructed by Renzo Orengo who surprises and amazes everyone each year.

http://www.amicidibellissimi.org/

 

MInestrone Ligure Acquerelli di Pierangela Fierro Trincheri

MINESTRONE LIGURE

Mostra di Pierangela Fierro Trincheri

Dolcedo

Squisiti i dipinti di Pierangela Fierro Trincheri. Fanno venire l’acquolina solo a vederli! Aglio, cipolle, zucche di tutte le varietà’, zucchini e trombette, pomodori, fagioli e carciofi. Tutti ortaggi semplici, locali ma prelibati, tradizionalmente utilizzati per tante deliziose ricette, oltre che per fare il tradizionale minestrone alla ligure, gustoso e genuino come gli acquerelli di Pierangela.

Frutta e verdure tipicamente impiegati in cucina che Pierangela adopera anche come fonte di ispirazione rappresentata con la semplicità’ che cela la maestria di un’ artista che cucina con sostanze e colori che deliziosamente si sciolgono sul palato, oltre che su carta. Qui l’acqua succosa si mescola e si fonde con la gomma arabica trasformandosi in forme magiche: quelle della natura.  I prodotti della terra e dell’orto sono esaltati dall’alchimia della creazione, quasi scientifica, ma si tratta di una scienza organica e saporita  e sopratutto ricca di proprietà’ nutrizionali poetiche.

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Leggiadre memorie di sapori e odori, ricette e tradizioni,  abitudini e ricordi, usanze e detti antichi locali, scritti a mano ed anch’essi assorbiti dalla carta, timidamente esaltano i loro frutti accompagnandoli — insieme gloriosamente umili.

La poesia dei cachi e dei melograni si concentra in dolcissimi sapori autunnali che colorano l’illusione pittorica. Questa, man mano più’ sottile ma vera, e’ delicatamente integrata da foglie essiccate che si mimetizzano in composizioni botaniche. Esse non voglio trarre in inganno, ne creare competizione materica fra il vero e l’arte, ma forse insinuare una riflessione sul rapporto fra natura e cultura. Le opere di Pierangela come l’essenza del vero quotidiano, si riscattano nella necessita’ e si risolvono nell’azione del dare e del fare e nel coltivare la praticità’ della vita e della sopravvivenza. Ortaggi, frutta e verdure hanno una funzione sociale. Ma non solo quella culinaria gastronomica o artistica che sia, ma anche quella civica e politica di responsabilizzazione di una civiltà’ globalizzata, in cui, noi cittadini del mondo, quotidianamente viviamo ed agiamo.

I frutti artistici di Pierangela rivengono — indicativo presente del verbo rivenire, per restare in tema culinario, cioè’ mettere a bagno in acqua un alimento secco (frutta o verdura) per ridargli la perduta umidità e morbidezza —  la nostra, ahimè, un po’ essiccata coscienza sociale. Le opere di Pierangela discretamente sussurrano, ma anche con determinazione affrontano, temi di etica industriale, agricola, commerciale geopolitica. Il fine ultimo della mostra, oltre che ad allettare gli organi sensoriali, e’ quello di esercitare e sviluppare un maggiore senso umanitario, aiutando. Il ricavato della vendita delle opere verra’ infatti investito nel sostegno per gli studi di ragazzi meno abbienti in Uganda, cosi’ instaurando uno scambio di rapporti comunitari che si legano nella loro naturale interconnessione cosmica.

“Ognuno di loro con la sua storia e i suoi sacrifici, ma per tutti tanti piccoli sogni e speranze. Il progetto comunque continua con Keneth: dopo averlo portato fino alla laurea lo stiamo supportando nell’avvio di un suo progetto, che coinvolge tanti giovani agricoltori.” “Vedere che per tutti si è realizzato un futuro migliore rende il cuore pieno di gioia: dopo tanti anni questi ragazzi si sentono liberi e responsabili della loro vita, anche nell’umiltà delle loro limitate possibilità economiche. La gioia che condividiamo con Don Kenneth che è stato il motore di questo progetto (…”ogni ragazzo che studia è una scintilla di speranza per un futuro migliore, un mondo migliore…”), vogliamo che sia egualmente condivisa con Voi, che, attraverso l’acquisto di un acquerello di Pierangela o in altre svariate forme, avete reso possibile la realizzazione dei loro sogni.”

Insomma, arte e natura negli acquerelli di Pierangela si intrecciano all’umanità’ e allo spirito di solidarietà’ arricchendosi ed arricchendoci di tante sostanze nutrienti vitali.

Grazie Pierangela.

Ilmondodivelia – Supernova Gallery – Pavia

Invito Ilmondodivelia

La mostra Ilmondodivelia, che verrà inaugurata l’8 novembre 2014, prosegue il ciclo di personali alla Supernova Gallery. La scelta di sovrapporre due esposizioni, quella di Elisabetta Casella e quella di Velia Gelli, nasce dalla volontà di mettere a confronto due realtà contemporanee estremamente distanti fra loro, ma entrambe significative per comprendere le varie sfaccettature del panorama artistico dei nostri giorni. Da un lato il rigore colto, la sistematicità, il metodo di lavoro

– indefesso e costante – di Elisabetta Casella con le sue monocrome creazioni materiche; dall’altro l’inquietante vitalità, il ludus, il caos delle opere pupazzo attorniate da un corteo di contraddittorie immagini infantili di Velia Gelli. Nel suo mondo l’artista coinvolge complici inconsapevoli, che  accedono a vario titolo alla sua produzione artistica e al suo quotidiano, convertendo in arte l’intensità di tutte le esperienze vissute. Due artiste a confronto, l’intimo che si svela in due modi completamente diversi: la ricerca di equilibrio dell’una e l’esistenza onirica dell’altra.

 

Risalgono alla Grecia arcaica piccole figure antropomorfe dotate di gambe mobili, che rimandano a una dimensione rituale in cui le statuette è probabile si appendessero, e forse tintinnavano come campanelle. Anche i puma di Velia Gelli, pure espansi e compatti nella loro natura double-face, sono destinati a essere sospesi. Sono feticci in cui si concentra l’alternanza di vita e morte, dove la morte ha sempre un colore bianco gessoso, la vita una declinazione cromatica e materica ogni volta diversa. Sembrano giocattoli, e un po’ lo sono nella noce di vitalità ludica che anima l’artista. Ma soprattutto hanno l’inquietudine della bipolarità, che a volte fa rabbrividire come il tempio di Giano bifronte aperto in tempo di guerra.
La loro identità animale è ambigua – il puma non è immediatamente riconoscibile, come invece il leone o la tigre –, dunque si costituiscono ideali specchi di autocoscienza, pieni come sono di tessuti, colori, pensieri scritti, ognuno in bilico tra vissuto e immaginazione. Poi arrivano i sogni, il filo notturno che annoda i momenti della mostra, mentre fili concreti annodano e sostengono i puma nell’aria. Ricordo e omaggio a Maria Lai, l’artista sarda che nel 1981 coinvolse gli abitanti di Ulassai in una performance con cui si legarono le case del paese alle pareti della montagna che le sovrastava, per neutralizzarne
simbolicamente il pericolo di crollo. Velia Gelli lega insieme anche coinvolgendo comprimari nella costruzione delle installazioni, il suo lavoro rifiutando l’elaborazione solitaria e preferendo trarre vigore dalla partecipazione di persone che accendono a vario titolo il suo quotidiano: chi fotografa i puma nel loro contatto con la città, chi sviluppa gli scatti fotografici in narrazione filmica, chi intreccia lo spago e appronta le cornici; infine i bambini che lasciano traccia di sé muovendosi intorno all’allestimento. In realtà è il suo modo di tradurre in arte tutto quello che tocca, a tratti con la precipitosità
di chi ha aspettato a parlare e ora lo fa tutto in una volta. Questo è per lei il momento di convertire l’intensità delle esperienze condotte in ambito sociale in giro per l’Europa, di insufflare la sua storia in pupazzi di potere scaramantico,
portati infatti in processione fino al palazzo che ora li ospita. Accanto ai lavori di cucito e tessitura – le suture tra dolenti e salvifiche, l’annodare che imprigiona e però sostiene –, vi sono dipinti in cui l’artista lascia un segno rapido e come
acquoso, appunti visivi sull’autoritratto e su un’infanzia non solo ingenua. Mentre si nutre di poesia americana e italiana – da Elizabeth Bishop a Chandra Livia Candiani –, il suo pensiero si riversa bilingue sul mantello dei puma o si insinua nella
pittura figurativa di ricercata incertezza, tra epifanie e sparizioni. Lei stessa è a mezz’aria, in acrobatico equilibrio fra prima e adesso, tra la tangibilità degli oggetti che crea e l’impalpabilità delle premonizioni oniriche da cui è rincorsa, che ne
fanno la veggente di un’arte in cui si annida una forza taumaturgica antica, emersa dal fondo delle ossessioni umane per diventare preghiera.
Silvia Ferrari Lilienau

l impulso viene da dentro

DSCF2329A Vallebon’art  1-10 August

 

 

 

 

 

 

http://www.lastampa.it/2014/08/01/edizioni/imperia/a-vallebona-uninvasione-di-opere-d’arte-eKaYjdnF6AtijZLs9XQB3M/pagina.html 

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cartolina invito vallebonarteD.BO.
VALLEBONA
L’arte «invade» il paese di Vallebona. Dopo le Api, un’altra manifestazione attira l’attenzione sulla località alle spalle di Bordighera.

Oggi, alle 19 , s’inaugura Vallebon’art-e, la Biennale d’arte che interesserà il centro storico di Vallebona per i successivi dieci giorni.

Un percorso espositivo tra pittura, scultura, installazioni e performance, per un’estate all’insegna dell’arte contemporanea.

Nelle piazze e nei carruggi del centro storico di Vallebona, fino al 10 agosto si svolge un festival che vedrà la partecipazione di 30 artisti italiani e non solo. In questo territorio di confine posto nel cuore della Riviera dei Fiori, l’Accademia Balbo di Bordighera ha affidato agli artisti il compito di confrontarsi con le antiche tradizioni culturali che ruotano attorno al fuoco e al vento, tramite progetti intensi e suggestivi, molti dei quali site specific.

Dice l’assessore alla Cultura, Mirco Guglielmi: «L’evento si propone di invadere l’intero centro – recentemente restaurato grazie alla collaborazione dell’artista Domenico Borrelli che si è occupato anche dell’arredo urbano – con opere realizzate ad hoc utilizzando tutte le tecniche espressive contemporanee: dai dipinti alle sculture, dalle installazioni alle performance, dalla fotografia al video, tutto concorrerà a creare un tessuto ricco di fascino che animerà Vallebona e permetterà a turisti e residenti di immergersi nella cultura figurativa attuale».

Questo l’elenco degli artisti: Natalie Silva, Tegi Canfari, Michaela Schwarzmann, Antonio Nepita, Ferruccio Carassale, Ruggero Maggi, Lorella Selvi, Carla Cremers, Pierangelo Russo, Karin Wittulsky, PierLuigi Cattaneo, Cornelia Lottes, Marisa Fogliarini, Enzo Sforza, Nadia Giannelli, Ruth Lustenberger, Matteo Carassale, Roger Winum, Mariagrazia Colasanto, Fulvio Colangelo, Renza Sciutto, Francesca Borgia, Domenico Borrelli, Cristina Matteucci, Lorena Falzone, Maria Rosa Benso, Luj Vacchino, Claudia Borgna, Octavio Floreal, Noris Lazzarini, Saverio Chiappalone.
Si rinnova anche nel 2014, quindi, il trinomio arte-cultura-territorio che sta alla base di Vallebon’art-e e che renderà l’evento un punto di incontro, di scambio e di convergenza di energie creative per tutta la Riviera dei Fiori.

Vallebon’art-e
A cura dell’Accademia Balbo di Bordighera
Dal 1 al 10 agosto 2014
Piazza della Libertà e sedi varie
Vallebona, 18012 (IM)
Inaugurazione: 1 agosto 2014, ore 19,00

Next show: Vallebon’arte

cartolina invito vallebonarteTerza edizione di Vallebon’art-e, biennale di arte – dall’1 al 10 agosto 2014
01/08/2014
Inaugurerà il 1° agosto 2014 la terza edizione di Vallebon’art-e, biennale di arte che per dieci giorni coinvolgerà tutto il delizioso paesino ligure in un percorso espositivo tra pittura, scultura, installazioni e performance, per un’estate all’insegna dell’arte contemporanea. Nelle piazze e nei carruggi del centro storico del piccolo comune di Vallebona (provincia di Imperia), dall’1 al 10 agosto 2014 si svolgerà un festival che vedrà la partecipazione di ben 30 artisti italiani e non solo. In questo territorio di confine posto nel cuore della Riviera dei Fiori, l’Accademia Balbo di Bordighera ha affidato agli artisti il compito di confrontarsi con le antiche tradizioni culturali che ruotano attorno al fuoco e al vento, tramite progetti intensi e suggestivi, molti dei quali site specific. L’evento si propone di invadere l’intero centro – recentemente restaurato grazie alla collaborazione dell’artista Domenico Borrelli che si è occupato anche dell’arredo urbano – con opere realizzate ad hoc utilizzando tutte le tecniche espressive contemporanee: dai dipinti alle sculture, dalle installazioni alle performance, dalla fotografia al video, tutto concorrerà a creare un tessuto ricco di fascino che animerà Vallebona e permetterà a turisti e residenti di immergersi nella cultura figurativa attuale. Questo l’elenco degli artisti: Natalie Silva, Tegi Canfari, Michaela Schwarzmann, Antonio Nepita, Ferruccio Carassale, Ruggero Maggi, Lorella Selvi, Carla Cremers, Pierangelo Russo, Karin Wittulsky, PierLuigi Cattaneo, Cornelia Lottes, Marisa Fogliarini, Enzo Sforza, Nadia Giannelli, Ruth Lustenberger, Matteo Carassale, Roger Winum, Mariagrazia Colasanto, Fulvio Colangelo, Renza Sciutto, Francesca Borgia, Domenico Borrelli, Cristina Matteucci, Lorena Falzone, Maria Rosa Benso, Luj Vacchino, Claudia Borgna, Octavio Floreal, Noris Lazzarini, Saverio Chiappalone. Si rinnova anche nel 2014, quindi, il trinomio arte-cultura-territorio che sta alla base di Vallebon’art-e e che renderà l’evento un punto di incontro, di scambio e di convergenza di energie creative per tutta la Riviera dei Fiori. Vallebon’art-e A cura dell’Accademia Balbo di Bordighera Dal 1 al 10 agosto 2014 Piazza della Libertà e sedi varie Vallebona, 18012 (IM) Inaugurazione: 1 agosto 2014, ore 19,00 Info: Tel. +390184290572 comune@vallebona.info

http://www.vallebona.info/giornale-dett.php?g_id=92&gc_id=1