pura Natura: the catalogue

Click on this link to see the full symposium catalogue:

https://www.albelli.nl/onlinefotoboek-delen/2608fc7e-c7e4-4b3e-b19f-81c1072b8237

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QUANDO LA NATURA DIVENTA ARTE – Bellissimi – 2017

Non so cosa ne pensi, ma questo lo dedico a te (vessels)

33 Mongolfiere appese da mollette sui rami dei Bellissimi in occasione della mostra organizzata da: Gli Amici di Bellissimi (Associazione culturale U Caso Nostru) a cura di Guido Gulino).

(http://www.amicidibellissimi.org/)

Quando ti muovi mi muovo, quando voli tu volo anch'io: insieme

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NON SO COSA NE PENSI, MA QUESTO LO DEDICO A TE: (VESSELS)

binari cosmo       natura, cultura    contenitore, vaso recipiente, corpo, mente

cesto, sacchetto, rete

mondo.

terra cielo      donna uomo  carta plastica      oggetto soggetto                            urbano rurale

nord sud       vecchia nuova

bianca nera buona cattiva  religiosa pagana

                           dentro fuori

spirito carne

                              celestiale terrena pura contaminata    ordine chaos                    liberta’ prigionia

       nuda vestita

luna sole

      dolce amaro  acqua sete

giustizia ingiustizia      aria ossido di carbonio          rumore silenzio

                           Divisa unita

fluido solido amore odio movimento staticita’

passato futuro forma sostanza

oppressi oppressori

forte fragile

vita morte

tutto niente

alla nonna alla mamma, alla figlia, a me, alla terra.

SIGNORE SIGNORA

(Mongolfiera, creata dallo sciogliersi dei dualismi, ove opposti si riuniscono per dare vita alla loro naturale potenzialita’, insomma riacchiappare la loro liberta’ cosmica.)

 

Pura Natura: land art symposium – Italy

Informazioni: www.sottoilfaggio.it, tel. 0171 1935515

Artists:

– Carla Cremers | http://www.carlacremers.wordpress.com
– Tegi Canfari
– Hetty De Boer-Blonk| http://www.htty.nl
– Emmy Chau | http://www.emmychau.graphics
– Sjoerd Schwibettus | http://www.walkingfaces.nl
– Polly Gregoor | http://www.polliegregoor.be
– Roosje Chini | http://www.roosjechini.be – www.facebook.com/roosjechini.polliegregoor/?ref=bookmarks
– Clemens Maassen | http://www.clemensmaassen.nl
– Rudi Punzo | http://www.rudipunzo.it
– Claudia Borgna | http://www.claudiaborgna.comhttp://www.claudiaborgna.org
– Gilda Brosio | http://www.brosiogilda.it
– Jeroen Gosse | http://www.dekrachtvanbeeld.nl Fotografo ufficiale

SIMPOSIO DI LAND ART. San Giacomo

La Land Art si manifesta per la prima volta intorno alla metà degli anni ’60 prevalentemente nelle aree incontaminate del West America per iniziativa di artisti americani e olandesi, i quali successivamente l’hanno introdotta in Europa, per interagire con ampi spazi d’azione: è una presa di posizione sia contro la Pop Art, che asseconda il mercato economico, e sia contro la Minimal Art, che tutto riduce a una fredda geometria.

La Land Art introduce per la prima volta il concetto di ‘effimero’ nell’arte: le opere prodotte – che più che opere in sé, sono interventi – (eseguite con materiali naturali come ghiaia, legno, pietre, foglie, sabbia…. e che possono essere solamente tracciate, scavate accumulate..) hanno una specifica valenza transitoria e sono destinate a decomporsi e a scomparire nella natura stessa: quindi il senso del lavoro di Land Art non è il prodotto/opera finale, ma è l’accento posto sul processo creativo dell’artista e sull’aspetto ideale e concettuale del rapporto uomo-natura, ormai nei giorni nostri compromesso. L’artista deve prima di tutto esplorare il bosco, ascoltarne il silenzio, sentirne sul suo corpo le vibrazioni, imparare a uscire dal proprio ‘io’ e cominciare a respirare in sintonia con il bosco stesso. E poi deve ‘sentire’ come intervenire sul territorio, per metterne in evidenza l’anima, per focalizzarne la dimensione poetica o anche drammatica di certe forme e di certi contrasti.

Le manifestazioni di Land Art sono tutt’altro che superficiali, e possono avere una forte impronta politica e di denuncia ambientale, soprattutto in tempi come questi: promuovendo l’idea della riscoperta e del rispetto della natura, diventano infatti occasione per una riflessione sulla natura stessa come risorsa sempre più critica (l’inquinamento delle acque, dei pascoli…). L’arte diventa così promotore della sostenibilità ambientale e quindi anche dello sviluppo di un benessere ecosostenibile, che può trasformarsi in sviluppo territoriale, per esempio attraverso un turismo ecosostenibile. E non solo, quest’arte, grazie alla partecipazione libera del pubblico che può seguire gli artisti durante l’attività creativa e interagire con loro, acquista anche un forte valore sociale.

E questo l’hanno capito molto bene Agnese e Gian Luca Scapin, i quali hanno voluto ospitare questo Simposio “PURA NATURA: INTERNATIONAL LAND-ART SAN GIACOMO” in quest’angolo spettacolare delle Alpi Marittime, dove gestiscono il Campeggio “Sotto il Faggio”, consapevoli del significativo interesse che questa manifestazione avrebbe destato per i valori culturali e insieme faunistici e naturalistici della Val Gesso. Tutto questo nasce dall’ all’intuito delle ideatrici Carla Cremers, già promotrice nel settore in Olanda da diversi anni, e Tegi Canfari che lo hanno proposto.

E così per una settimana dodici artisti provenienti da ogni parte del mondo e con percorsi umani e culturali anche molto diversi, si sono immersi totalmente nella natura e nell’arte, condividendo la quotidianità, scambiandosi idee e sensazioni, confrontando pensieri e riflessioni, collaborando tra loro, in un clima conviviale e insieme complice, talmente travolti dalla sintonia che si è creata con il luogo, che alcuni di loro hanno addirittura realizzato più di un lavoro.

.HETTY DE BOER BLONK , olandese, ama osservare la natura attentamente e scoprirne le incredibili forme che essa è capace di offrirci, come in “EMBRASSE”: si tratta di svelarle, e manifestarle, perché se ne possa cogliere il senso poetico e insieme drammatico insiti. In altri casi, invece,” come in RYTHM OF STONES”, tende a forzare la situazione come quando definisce un sentiero come una cascata di pietre chiare che si rovescia giù, forte, incisiva, definitiva. Quasi affettuoso risulta inoltre “LA FORZA DELLE MONTAGNE”, il suo tentativo ricucire la ferita drammatica su una roccia: è il suo messaggio d’amore per la natura.

CLAUDIA BORGNA è un’italo/tedesca che vive a Los Angeles: è stata qui travolta dell’entusiasmo del gruppo e si è espressa con più di un lavoro. Il tema dei suoi interventi ruota intorno all’idea della natura generatrice di vita: “ALLE CADUTE” è un evento intorno a un grande ramo secco staccatosi da un albero e ancorato a lui nello strappo, e quindi caduto con le punte in giù. Esso diventa il perno significativo di una situazione ambientale definita da cerchi concentrici di foglie secche che a loro volta nascondono gemme di nuove piantine future. E’ come se il ramo secco potesse essere strumento di inseminazione della natura e generare nuove vite, in un ciclo continuo di nascita e morte. Anche “SOURCE: WHERE IS ANA MENDIETA?”” rimanda al medesimo concetto: una enorme figura femminile definita da vari materiali naturali, apre le sue gambe proprio là dove è la sorgente del ruscello e sembra pertanto dare origine alla vita. L’acqua è il simbolo della vita della natura.

GILDA BROSIO, italiana, è alla sua prima esperienza di Land Art e ha proposto un intervento molto originale: sembra voler agire sulla natura con una impronta più razionale, quasi a volerle dare una inquadratura, una strutturazione e tenere sotto controllo la sua libertà sfrenata. Con “UNFOLDING TREE” organizza infatti una ampia area di terreno in un reticolo geometrico, che suddivide in spazi a forma di rombo, definiti non da confini netti, ma da cumuli di foglie secche, di pietre, di terra. Ne risulta uno spazio articolato secondo quella logica umana che pretende di dominare il mondo …… Ma molto presto, basterà un soffio di vento o lo spuntare di una nuova gemma e la natura si riprenderà la sua libertà e manderà all’aria l’intervento dell’uomo. Più libero è invece il suo “THE EVERGLADES” con il quale, con un tono certamente più giocoso, asseconda le stesse contorsioni delle radici, individuando in esse curiosi e paurosi mostri.

EMMY CHAU (cinese) e SJOERD SCHWIBETTUS (olandese) sono intervenuti su un’ampia area sul declivio della montagna, creando “WHISPERING EARTH”, una situazione quasi magica , misteriosa, carica di fascino: hanno cercato, cioè, di ascoltare il respiro della terra, di catturarne il sussurro, il bisbiglìo del suo muoversi impercettibile e continuo. Con rami, pietre, corde, carta e perfino riso (che risulta come una luminosa

macchia bianca nel contesto) e con una fitta trama di fibre naturali ben intrecciate, hanno marchiato tutta l’area scelta, definendone gli spazi con accumuli o grovigli o spianamenti tra i quali si possono anche intuire presenze di figure umane: la luce filtra tra i rami sospesi e vibra, scivolando sul ‘tappeto’ creato dagli artisti, con l’effetto di un’onda in movimento continuo, che schizza lampi di luce. Tutto ciò per mettere più in evidenza che, anche se non ce ne accorgiamo nel nostro andare indifferente, la natura è vivente, e la sua vita è più che mai intensa e animata.

MIRJAM KORSE, olandese, se da un lato ci manda con “ONE TIME PROMISSED YOU A ROSEGARDEN” un segnale di nostalgica speranza riproponendo un improbabile giardino di rose nel fitto del bosco, con “PANTA REI” recupera un simbolo celtico che accomunava i popoli dell’Europa del nord, e con pietre messe in fila disegna sul terreno una grande forma di linee circolari senza soluzione di continuità, in un continuum che svela il rapporto del singolo col tutto, del particolare con l’universale e mette in relazione così il mondo animale e il mondo naturale, nell’unità totale dell’universo.

TEGI CANFARI, italiana, si è soffermata in un angolo del bosco con la sua ARPA LUPESTRE che ci suggerisce le armonie spontanee della natura, e sbarra il passo ad una famiglia di lupi da lei ricamata su un grande telo steso, rimanendo così in sintonia con il territorio dove da qualche anno opera il Centro Faunistico Uomini e Lupi. Inoltre Tegi ha lavorato sul ruscello, anzi nel ruscello: una serie di ‘TROTE DELLA REGINA’ (anch’esse ricamate su tessuto) scorre sotto il pelo dell’acqua con i suoi colori iridescenti, mentre sui grandi massi lungo le rive l’artista è intervenuta sottolineandone con il carbone i segni naturali, le venature, i graffi, le spaccature. Ne sono nate situazioni compositive di grande interesse: la pelle stessa della roccia si rende manifesta, è il suo ‘tegumento’. Tema, questo, su cui Tegi sta lavorando da anni.

ROOSJE CHINI e GREGOOR POLLIE, belgi, lavorano insieme e prevedono, peraltro, anche il libero intervento degli estranei sul loro lavoro: “ACQUA PASSATA” è un’ imbarcazione realizzata con l’intreccio di rami e corde è sospesa orizzontalmente vicino al ruscello, e sopra di essa, distesa ma un po’ sollevata, una forma allungata di materiali similari, come un corpo mummificato. Certo, il tutto allude all’idea del viaggio oltre la vita ma non nel senso del trasferimento e dell’approdo a una nuova dimensione spirituale. Piuttosto nel senso del cammino, del ritorno di tutti gli elementi alla natura stessa, in una trasformazione che porterà quegli elementi a diventare altra forma naturale, e così via, in un ciclo infinito dal quale si sottrae l’idea comune dello scorrimento del tempo che concepisce l’ieri, l’oggi e il domani. Si entra così nel senso della storia.

CLEMENS MAASSEN, olandese, che introduce al percorso del Simposio con la sua indicazione “LANDART” di pietre, lavora sul senso di equilibrio: in ”BALANCE 4 STONES” fa un’operazione davvero significativa tra gli alberi. Riesce cioè a mettere in sospensione quattro grandi pietre, incastonate ciascuna in una sorta di rete realizzata in fibre. Concepisce una struttura d’insieme che le tiene tutte comunque collegate tra loro, di modo che esercitando anche solo una minima pressione su una, o solamente toccandola, tutto il complesso viene ad alterarsi. E’ come una bilancia, è come la messa a fuoco di un equilibrio. Anzi, è come la denuncia della pesante azione dell’uomo sulla natura, che sta rischiando di perdere per sempre quell’equilibrio. Una volta perduto definitivamente, sarà la fine della vita.

RUDI PUNZO, italiano, non rinuncia alla sua ricerca sugli effetti sonori simili al frinire delle cicale , alimentati qui da piccole celle fotovoltaiche assolutamente ecosotenibili, e ci mostra la sua grande “CUPOLA DI MEDITAZIONE” già subito all’ingresso del campeggio. Dalle forme assai simboliche allusive del luogo costruito già dall’uomo primitivo per appartarsi e meditare sull’ essere egli stesso elemento della natura, la “Cupola” da una parte invita l’uomo moderno all’abbandono dello stress quotidiano per trovare una sua dimensione più intima e rilassante, dall’altra getta un allarme minaccioso. Già il fatto che le cicale siano arrivate a questa altitudine è un segnale pericoloso, ma addirittura se quel frinire cesserà, vorrà dire che nel cielo il sole non ci sarà più e non ci sarà più vita sulla terra….

CARLA CREMERS, olandese, se con “MITO” sottolinea i naturali movimenti del bosco, mettendo in evidenza il cedimento di un ramo, la caduta di un albero o lo slittamento delle pietre, con “GREGGE” fa un preciso riferimento storico alla transumanza praticata per secoli dai pastori di queste parti. Realizza infatti come un recinto tra gli alberi e sulle rocce, strutturato da fili di fibre naturali dai quali pendono mantelli di lana delle Mergelland schaap’, le pecore della sua terra che pascolano su un territorio di tipo sabbioso esattamente come quello di questa vallata, la Val Gesso. Questa trasposizione simbolica allude significativamente al fatto che la natura non ha e non avrà mai confini delimitati e insormontabili.

JEROEN GOSSE, olandese, ha documentato con la macchina fotografica i vari interventi degli artisti: pertanto rimarrà una traccia di questo evento anche quando la natura affamata avrà ingoiato il tutto.

PAOLA MALATO, storica dell’arte

Luglio 2017

Translation: (english and dutch) by Ton Farla

SYMPOSIUM LAND-ART – SAN GIACOMO

Land-Art first appeared around the mid-1960s in the uncontaminated areas of West America and at a later stage introduced in Europe by American and Dutch artists interacting with wide spaces of action. Land-art is a stance against both Pop Art and the economic market, and against Minimal Art that all reduces to a cold geometry, to interact in wide spaces of action.

Land-Art introduces the concept of ‘ephemeral’ art in the art for the first time: works produced – more than works in themselves, are interventions – (made with natural materials such as gravel, wood, stones, leaves, sand) which have a specific transient value and are destined to decompose and disappear in the nature itself. The sense of the work of Land-Art is not the product / work but is the emphasis on the creative process of the artist and the ideal and conceptual aspect of man-nature relationship, nowadays in our compromise. The artist must first explore the forest, listen to the silence, feel the vibrations on his body, learn to get out of his ‘I’ and start breathing in tune with the forest itself. And then the artist must ‘feel’ how to intervene in the landscape, to highlight the soul, to focus its poetic or even dramatic dimension of certain forms and of certain contrasts.

Land Art demonstrations are far from superficial and can have a strong political and environmental impact, especially in times like ours these: by promoting the idea of rediscovery and respect for nature, they become an opportunity for a reflection on nature As the increasingly critical resource (pollution of water, pastures . Art thus becomes a promoter of environmental sustainability and hence also the development of an eco-sustainable welfare, which can become a territorial development, for example through eco-sustainable tourism. And not only, this art, thanks to the free public participation makes it possible to follow and interact with the artists during their creative activity and herewith has a strong social value.

Agnese and Gian Luca Scapin understood this very well, they offered to host this Symposium “PURE NATURE : INTERNATIONAL LAND-ART SAN GIACOMO “in this spectacular corner of the Alpes-Maritimes, where they run the Campsite” Under the Beech “, aware of the significant interest that this event would arouse for the cultural and faunistic and naturalistic values of Val Gesso. All of this is born from the idea and initiative of Carla Cremers, who has been a promoter of Landart in The Netherlands for several years, and organised this together with Tegi Canfari.

And so for a week, twelve artists coming from all over the world and with very diverse human and cultural paths have immersed themselves totally in nature and art, sharing daily life, sharing ideas and feelings, combining thoughts and reflections, collaborating Among them, in a convivial and accomplice atmosphere, so overwhelmed by the tune that was created with the place, that some of them even realized more than one job.

Paola Malato, art critic

HETTY DE BOER BLONK , olandese, ama osservare la natura attentamente e scoprirne le incredibili forme che essa è capace di offrirci, come in “EMBRASSE”: si tratta di svelarle, e manifestarle, perché se ne possa cogliere il senso poetico e insieme drammatico insiti. In altri casi, invece,” come in RYTHM OF STONES”, tende a forzare la situazione come quando definisce un sentiero come una cascata di pietre chiare che si rovescia giù, forte, incisiva, definitiva. Quasi affettuoso risulta inoltre “LA FORZA DELLE MONTAGNE”, il suo tentativo ricucire la ferita drammatica su una roccia: è il suo messaggio d’amore per la natura.

HETTY DE BOER Blonk, Nederlandse, observeert graag aandachtig de natuur om de prachtige vormen te ontdekken welke de natuur ons geeft zoals in “OMARMING”. Het gaat om het vrij maken, laten zien en omvatten van het poetisch gevoel en drama in het zelf. In andere gevallen daarentegen zoals in “RITME VAN STENEN” heeft het de intentie om de situatie te definierenen van een pad, zoals een cascade van duidelijke stenen die naar beneden vallen, sterk, scherp en afgebakend. Bijna gevoelig is ook “DE KRACHT VAN DE BERGEN”, en haar poging om een dramatische wond op een rots te helen. Het is haar boodschap van liefde voor de natuur.

HETTY DE BOER BLONK, Dutch, likes to observe nature closely and to discover the incredible forms she is capable of offering us, as in “EMBRASSE”: It is about revealing them and manifesting them so that they can capture the poetic sense and the drama in itself . In other cases, instead, “as in RYTHM OF STONES”, it tends to force the situation as when defining a path like a cascade of clear stones falling down, strong, incisive, definitive. Almost affectionate is also “THE STRENGTH OF THE MOUNTAINS”, her attempt to recapture the dramatic wound on a rock: it is her love message for nature.

CLAUDIA BORGNA è un’italo/tedesca che vive a Los Angeles: è stata qui travolta dell’entusiasmo del gruppo e si è espressa con più di un lavoro. Il tema dei suoi lavori ruota intorno all’idea della natura generatrice di vita: “ALLA CADUTA” è un evento intorno a un grande ramo secco staccatosi da un albero e ancorato a lui nello strappo, e quindi caduto con le punte in giù. Esso diventa il perno significativo di una situazione ambientale definita da cerchi concentrici di foglie secche che a loro volta nascondono gemme di nuove piantine future. E’ come se il ramo secco potesse essere strumento di inseminazione della natura e generare nuove vite, in un ciclo continuo di nascita e morte. Anche “SOURCE: WHERE IS ANA MENDIETA?”” rimanda al medesimo concetto: una enorme figura femminile definita da vari materiali naturali, apre le sue gambe proprio là dove è la sorgente del ruscello e sembra pertanto dare origine alla vita. L’acqua è il simbolo della vita della natura.

CLAUDIA BORGNA, een Italiaans/Duitse woont in Los Angeles, ze werd gestimuleerd door het enthousiasme van de groep om meer werken te maken. Het thema van haar werk is verbonden met het genereren van het leven door de natuur. “GEVALLEN” is een gebeurtenis rond een grote dode tak welke van de boom is gevallen en verankerd in scheuren met de toppen van de takken naar beneden. Het wordt een belangrijk draaipunt in een landschap gedefinieerd door concentrische cirkels van gedroogde bladeren die op haar beurt verborgen pareltjes van nieuwe zaailingen verbergen. Alsof de dode tak een instrument vormt van de natuur om nieuw leven te insemineren en te genereren in een continue cyclus van geboorte en dood. Zelfs “BRON: WAAR IS ANA MENDIETA?” verwijst naar hetzelfde concept: een enorme vrouwenfiguur gedefinieerd door verschillende natuurlijke materialen, opent haar benen precies waar de bron van de rivier is, en daarom lijkt het op het geven van leven. Water is het symbool van het leven van de natuur.

CLAUDIA BORGNA is an Italian/German citizen living in Los Angeles, felt inspired by the enthusiasm of the group and created more works of art. . The theme of her work revolves around the idea of life-generating nature: “FALLING DOWN ” is an event around a large dry branch disrupted from a tree, anchored in tearing, and then dropped with the tips down. It becomes the significant pillar of an environmental situation defined by concentric circles of dry leaves that in turn hide gems of new future seedlings. It’s as if the dry branch could be the tool of insemination of nature and generate new lives, in a continuous cycle of birth and death. Even “SOURCE: WHERE IS AN MENDIETA?” “Refers to the same concept: a huge female figure defined by various natural materials, opens her legs right at the source of the stream and therefore seems to give birth to life. Water is the symbol of nature’s life.

GILDA BROSIO, italiana, è alla sua prima esperienza di Land Art e ha proposto un intervento molto originale: sembra voler agire sulla natura con una impronta più razionale, quasi a volerle dare una inquadratura, una strutturazione e tenere sotto controllo la sua libertà sfrenata. Con “UNFOLDING TREE” organizza infatti una ampia area di terreno in un reticolo geometrico, che suddivide in spazi a forma di rombo, definiti non da confini netti, ma da cumuli di foglie secche, di pietre, di terra. Ne risulta uno spazio articolato secondo quella logica umana che pretende di dominare il mondo …… Ma molto presto, basterà un soffio di vento o lo spuntare di una nuova gemma e la natura si riprenderà la sua libertà e manderà all’aria l’intervento dell’uomo. Più libero è invece il suo “THE EVERGLADES” con il quale, con un tono certamente più giocoso, asseconda le stesse contorsioni delle radici, individuando in esse curiosi e paurosi mostri.

GILDA BROSIO is een Italiaanse kunstenaar die haar eerste ervaring met Landart vorm geeft met een zeer originele interventie: het lijkt een reactie op de natuur met een meer rationele voetafdruk, bijna alsof het een frame en structuur wil aanbrengen om de ongebreidelde vrijheid in te perken. Met “UNFOLDING TREE” wordt een geometrisch patroon aangebracht op een groot stuk land verdeelt in diamantvormige ruimten, niet gedefinieerd door scherpe grenzen, maar door veel droge bladeren, stenen en aarde. Als gevolg hiervan, wordt de ruimte verdeeld overeenkomstig de menselijke logica die ertoe leidt om de de wereld te domineren. Maar heel snel, maar een windvlaag, en nieuwe knoppen ontkiemen en de natuur krijgt zijn vrijheid terug en brengt verlichting aan de mensheid. De “EVERGLADES” daarentegen is meer vrij met een meer speelse toon, volgt dezelfde verdraaiingen van de wortels en openbaart nieuwsgierige en angstige monsters.

GILDA BROSIO, Italian, is at her first experience of Land Art and has proposed a very original intervention: she seems to react on nature with a more rational footprint, almost as if she wants to frame and, structure and keep its unbridled freedom under control. With “UNFOLDING TREE”, a large area of land is organised in a geometric pattern, divided into rhomboidal spaces, defined not by net boundaries, but by heaps of dry leaves, stones and earth. The result is a space articulated according to the human logic that pretends to dominate the world …… But very soon, it will suffice a wind blowing or a new gem and the nature will regain its freedom and send air to the air of the ‘man. “THE EVERGLADES” is more freed, with which, with a much more playful tone, she follows the same contortions of roots, identifying in them curious and scary monsters.

EMMY CHAU (cinese) e SJOERD SCHWIBETTUS (olandese) sono intervenuti su un’ampia area sul declivio della montagna, creando “WHISPERING EARTH”, una situazione quasi magica , misteriosa, carica di fascino: hanno cercato, cioè, di ascoltare il respiro della terra, di catturarne il sussurro, il bisbiglìo del suo muoversi impercettibile e continuo. Con rami, pietre, corde, carta e perfino riso (che risulta come una luminosa macchia bianca nel contesto) e con una fitta trama di fibre naturali ben intrecciate, hanno marchiato tutta l’area scelta, definendone gli spazi con accumuli o grovigli o spianamenti tra i quali si possono anche intuire presenze di figure umane: la luce filtra tra i rami sospesi e vibra, scivolando sul ‘tappeto’ creato dagli artisti, con l’effetto di un’onda in movimento continuo, che schizza lampi di luce. Tutto ciò per mettere più in evidenza che, anche se non ce ne accorgiamo nel nostro andare indifferente, la natura è viva più che mai, di una vita intensa e ricchissima.

EMMY CHAU (Chinese) en Sjoerd SCHWIBETTUS (Nederlander) geven met het creëren van “WHISPERING EARTH”, , vorm aan een brede helling van het berg gebied, een bijna magische, mysterieuze en facinerende situatie: ze proberen te luisteren naar het ademen van de aarde om het gefluister van zijn onmerkbare voortdurende beweging vast te kunnen leggen. Met takken, stenen, touwen, papier en zelfs rijst (welke verschijnt als een heldere witte vlek in het kader) en met een dicht netwerk van stevig geweven natuurlijke vezels, hebben zij het gekozen terrein gemerkt met daarin geladen ruimten met knopen en vormen waartussen de aanwezigheid van menselijke figuren voelbaar is. Het licht is gefiltert en trilt tussen de takken, glijdend op het ‘tapijt’ gecreert door de kunstenaars, met het effect van een continue golf beweging waarin flitsen van licht worden waargenomen. Alles om meer te benadrukken dat, hoewel we het niet in de gaten hebben of er onverschillig voor zijn, de natuur meer dan ooit leeft, een rijk en vol leven.

EMMY CHAU (Chinese) and SJOERD SCHWIBETTUS (Dutch) formed a wide area on the mountain slope creating “WHISPERING EARTH”, an almost magical, mysterious, fascinating situation: they sought to listen to the breath of Land, to catch the whisper, the whisper of her moving imperceptible and continuous. With branches, stones, ropes, paper and even rice (which is a bright white spot in the context) and with a dense texture of well-woven natural fibers, they have marked the entire area of choice, defining spaces with accumulations or tangles or settlements among which one can also imagine the presence of human figures: the light filters between suspended branches and vibrates, slipping on the ‘carpet’ created by the artists, with the effect of a continuous moving wave that splatters light flashes. All this to point out that even though we do not notice in our indifferent go, nature is alive more than ever, of an intense and rich life.

MIRJAM KORSE, olandese, se da un lato ci manda con “ONE TIME PROMISSED YOU A ROSEGARDEN” un segnale di nostalgica speranza riproponendo un improbabile giardino di rose nel fitto del bosco, con “PANTA REI” recupera un simbolo celtico che accomunava i popoli dell’Europa del nord, e con pietre messe in fila disegna sul terreno una grande forma di linee circolari senza soluzione di continuità, in un continuum che svela il rapporto del singolo col tutto, del particolare con l’universale e mette in relazione così il mondo animale e il mondo naturale, nell’unità totale dell’universo.

MIRJAM KORSE, Nederlandse, zend ons met ” BELOOFDE JE EENS EEN ROZENTUIN” een nostalgisch hoopvol teken, een onwaarschijnlijke rozentuin in het midden van het bos met “PANTA REI”, de herontdekking van een Keltisch symbool dat de volkeren in ‘Noord-Europa verenigden, met rijen stenen een grote vorm van cirkelvormige naadloze lijnen getekend op de grond in een continuüm dat de relatie van het individu laat zien met het geheel van het universum en dus de dieren en de natuurlijke wereld verbindt. in de totaliteit van het universum.

MIRJAM KORSE, Dutch, on the one hand sends us with “ONE TIME PROMISSED YOU A ROSEGARDEN” a sign of nostalgic hope re-proposing an unlikely rose garden in the woods, with “PANTA REI” recovers a Celtic symbol that united the people of ‘Northern Europe, and with rows of stones, draws on the ground a great form of seamlessly circular lines, in a continuum that reveals the relationship of the individual with each, of the detail to the universal and connects the world so animal and the natural world, in the total unity of the universe.

TEGI CANFARI, italiana, si è soffermata in un angolo del bosco con la sua ARPA LUPESTRE che ci suggerisce le armonie spontanee della natura, e sbarra il passo ad una famiglia di lupi da lei ricamata su un grande telo steso, rimanendo così in sintonia con il territorio dove da qualche anno opera il Centro Faunistico Uomini e Lupi. Inoltre Tegi ha lavorato sul ruscello, anzi nel ruscello: una serie di ‘TROTE DELLA REGINA’ (anch’esse ricamate su tessuto) scorre sotto il pelo dell’acqua con i suoi colori iridescenti, mentre sui grandi massi lungo le rive l’artista è intervenuta sottolineandone con il carbone i segni naturali, le venature, i graffi, le spaccature. Ne sono nate situazioni compositive di grande interesse: la pelle stessa della roccia si rende manifesta, è il suo ‘tegumento’. Tema, questo, su cui Tegi sta lavorando da anni.

TEGI CANFARI, Italiaanse, staat in een hoek van het bos en haar “ARPA LUPESTRE” verbeeld de spontane harmonie in de natuur de weg versperrende naar een wolven familie geborduurd op een groot opgespannen doek, het evenwicht bewarende in het gebied waar het Faunistisch Centrum Mensen en Wolven de laatste jaren werkzaam is. Tegi werkte ook bij de bergstroom , zelfs in de stroom: een reeks ‘FORELLEN VAN DE KONINGIN’ (ook geborduurd op stof) net onder het wateroppervlak met zijn iriserende kleuren, terwijl ze op grote keien langs de oevers met grafiet de nadruk legt op de natuurlijke tekens, de korrel, krassen en scheuren. De compositorische situatie, de dezelfde huid van de rots geopenbaart in zijn ‘omhulsel’ is een thema, waar Tegi zich al jaren mee bezig houdt.

TEGI CANFARI, Italian, stands in the corner of the forest with “ARPA LUPESTRE” suggesting the spontaneous harmony of nature, and barred the passage to a family of wolves embroidered by him on a large laid cloth, thus remaining in tune with the territory where the Faunistic Center Men and Wolves has been operating for some years. Tegi also worked on the stream, indeed in the stream: a series of ‘TROUT OF THE REGINA’ (also embroidered on fabric) flows under the hair of the water with its iridescent colours, while on the large boulders along the shores the artist emphasizing with charcoal the natural signs, veins, scratches and splits. The compositional situation, the same skin of the rock manifest it is its ‘tegument’, a theme Tegi has been working on for years.

ROOSJE CHINI e GREGOOR POLLIE, belgi, lavorano insieme e prevedono, peraltro, anche il libero intervento degli estranei sul loro lavoro: “ ACQUA PASSATA” è un’ imbarcazione realizzata con l’intreccio di rami e corde è sospesa orizzontalmente vicino al ruscello, e sopra di essa, distesa ma un po’ sollevata, una forma allungata di materiali similari, come un corpo mummificato. Certo, il tutto allude all’idea del viaggio oltre la vita ma non nel senso del trasferimento e dell’approdo a una nuova dimensione spirituale. Piuttosto nel senso del cammino, del ritorno di tutti gli elementi alla natura stessa, in una trasformazione che porterà quegli elementi a diventare altra forma naturale, e così via, in un ciclo infinito dal quale si sottrae l’idea comune dello scorrimento del tempo che concepisce l’ieri, l’oggi e il domani. Si entra così nel senso della storia.

ROOSJE CHINI EN POLLIE GREGOOR, Belgen, werken samen en verwachten een open spontane reactie van de anderen op hun werk: “STROMEND WATER” is een boot van verstrengelde takken en kabels horizontaal opgehangen nabij de stroom. Daarboven, een weinig uitgestrekt ‘opgeheven, een langwerpige vorm van het zelfde materiaal, als een gemummificeerd lichaam. Uiteraard, het verwijst naar het idee van de reis voorbij het leven, maar niet in de zin van de overdracht en aanpassing aan een nieuwe spirituele dimensie. Meer in de zin van de weg van het leven, de terugkeer van de elementen van de natuur zelf, in een transformatie die deze elementen terug brengt in een andere vorm, in een eindloze lus van waaruit het gemeenschappelijke idee komt van het tijdsverloop van het ontstaan van gisteren, vandaag en morgen. Op deze wijze kan de essentie van de geschiedenis binnen dringen.

ROOSJE CHINI and GREGOOR POLLIE, Belgian, work together and foresee also the free speech of strangers on their work: “WATER PASSED” is a boat made with the interlacing of branches and ropes suspended horizontally near the stream, and above it, stretched but slightly raised, an elongated form of similar materials, such as a mummified body. Of course, it alludes to the idea of traveling beyond life, but not in the sense of transferring and adapting to a new spiritual dimension. Rather in the way of the path, the return of all elements to nature itself, in a transformation that will bring those elements into another natural form, and so on, in an infinite cycle from which the common idea of the flow of time Conceives yesterday, today and tomorrow. This way entering the sense of history.

CLEMENS MAASSEN, olandese, fa un’operazione davvero significativa tra gli alberi: riesce cioè a mettere in sospensione quattro grandi pietre, incastonate ciascuna in una sorta di rete realizzata in fibre. E concepisce una struttura d’insieme che le tiene tutte comunque collegate tra loro, di modo che esercitando anche solo una minima pressione su una, o solamente toccandola, tutto il complesso viene ad alterarsi. E’ come una bilancia, è come la messa a fuoco di un equilibrio. Anzi, è come la denuncia della pesante azione dell’uomo sulla natura, che sta rischiando di perdere per sempre quell’equilibrio. Una volta perduto definitivamente, sarà la fine della vita.

CLEMENS MAASSEN, Nederlander, maakte een betekenisvol werk onder de bomen en slaagt er in om vier grote stenen hoog gevangen te houden in een netwerk van touw. Het geheel omvat in een structuur dat alles met elkaar verbind zodat ook de geringste druk of slechts aanraken van een van de stenen het gehele complex in verandering brengt. Het is als een balans, een pendule die zoekt naar evenwicht. Inderdaad, het is zoals de zware aanslag van de mens op de natuur, het gevaar het evenwicht voor altijd te verliezen. Eenmaal verloren, betekent het het einde van het leven.

CLEMENS MAASSEN, Dutch, makes a very significant operation among the trees: it succeeds in suspending four large stones, each embedded in a sort of fiber network. And it conceives an overall structure that keeps them all connected to each other, so that even exercising only a minimum of pressure on one, or just touching it, the entire complex is altered. It’s like a balance, it’s like the focus of a balance. Indeed, it is like the denunciation of man’s heavy action on nature, which is likely to lose that balance forever. Once lost, it will be the end of life.

RUDI PUNZO, italiano, non rinuncia alla sua ricerca sugli effetti sonori simili al frinire delle cicale , alimentati qui da piccole celle fotovoltaiche assolutamente ecosotenibili, e ci mostra la sua grande “CUPOLA DI MEDITAZIONE” già subito all’ingresso del campeggio. Dalle forme assai simboliche allusive del luogo costruito già dall’uomo primitivo per appartarsi e meditare sull’ essere egli stesso elemento della natura, la “Cupola” da una parte invita l’uomo moderno all’abbandono dello stress quotidiano per trovare una sua dimensione più intima e rilassante, dall’altra getta un allarme minaccioso. Già il fatto che le cicale siano arrivate a questa altitudine è un segnale pericoloso, ma addirittura se quel frinire cesserà, vorrà dire che nel cielo il sole non ci sarà più e non ci sarà più vita sulla terra….

RUDI PUNZO, Italiaans, geeft zijn onderzoek naar het het effect van geluid zoals het getjirp van de krekels, gevoed hier door kleine eco-duurzame fotovoltaïsche energie niet op en toont ons zijn grote “KOEPEL VAN OVERDENKING” bij de ingang van de camping. De symbolische vormen van de plek gebouwd door de primitieve mens om zich af te zonderen en te mediteren over ‘het deel uit maken van de natuur. De ‘Dome’ nodigt aan de ene kant de moderne mens uit om zijn dagelijkse stress kwijt te raken en meer intiem en ontspannen te kunnen zijn, de ander kant geeft hij een onheilspellende waarschuwing. Het feit dat de krekels op deze hoogte zijn aangekomen is een gevaarlijk signaal, maar zelfs als het tjirpen zal stoppen, zal het betekenen dat de zon niet langer aan de hemel staat en er geen leven op aarde meer is…..

RUDI PUNZO, Italian, does not give up on his research on the sound effects similar to the chirping of the cicadas, fueled here by small, absolutely ecosystem-like photovoltaic cells, and shows us his great “MEDITATION CUPOLA” right at the entrance of the campsite. From the very symbolic allusive forms of the place built by the primitive man to settle down and meditate on being himself element of nature, the “Dome” on the one hand invites the modern man to abandoning daily stress to find its size more intimate and relaxing, on the other it throws a threatening alarm. The fact that the cicadas have reached this altitude is a dangerous sign, but even if that frenzy ceases, it will mean that in the sky the sun will no longer exist and there will be no life on earth ….

CARLA CREMERS, olandese, se con “MITO” sottolinea i naturali movimenti del bosco, mettendo in evidenza il cedimento di un ramo, la caduta di un albero o lo slittamento delle pietre, con “GREGGE” fa un preciso riferimento storico alla transumanza praticata per secoli dai pastori di queste parti. Realizza infatti come un recinto tra gli alberi e sulle rocce, strutturato da fili di fibre naturali dai quali pendono mantelli di lana delle Mergelland schaap’, le pecore della sua terra che pascolano su un territorio di tipo sabbioso esattamente come quello di questa vallata, la Val Gesso. Questa trasposizione simbolica allude significativamente al fatto che la natura non ha e non avrà mai confini delimitati e insormontabili.

CARLA CREMERS, Nederlandse, benadrukt met “MITO” de natuurlijke bewegingen van het hout en benadrukt het vallen van een tak, het omvallen van een boom en het naar beneden vallen van stenen. Met “DE SCHAAPSKOOI ” maakt ze een scherpe historische verwijzing naar het transhumane, eeuwenlang gepraktiseerd door herders van deze streken. Ze realiseert dit in de vorm van een netwerk tussen de bomen en rotsen, vorm gegeven door draden van natuurlijke vezels gewoven van de vacht van Mergelland schapen. Het schaap van haar woonomgeving grazend op een kalkzand bodem typerend voor de Gesso vallei. Deze symbolische omzetting draagt in belangrijke mate bij aan het feit dat de natuur niet en nooit zal worden beperkt binnen afgebakende grenzen.

CARLA CREMERS, Dutch, with “MITO” emphasizes the natural movements of the forest, highlighting the fall of a branch, the fall of a tree or the slip of stones, with “GREGGE” makes a precise historical reference to the transhumance practiced for centuries by the shepherds of these regions. She realizes it as a scheep fence between the trees and the rocks, structured by natural fibers woven from Mergelland schaap’s woolen coats, the sheep of her own living area grazing on a chalk sandy area exactly like that of this valley, Val Gesso. This symbolic transposition alludes significantly to the fact that nature does not have and will never have delimitated and insurmountable borders.

Homage to Ana Mendieta

Eco feminist Land art work and homage to Ana Mendieta

PURA NATURA – Land Art Symposium 2017

Campeggio Sotto il Faggio –  www.sottoilfaggio.it/?lang=en
Parco Naturale delle Alpi Marittime, Cuneo – Italy

CAMERA & VIDEO: Claudia Borgna

PHOTOPGRAPHY: Jeroen Gosse, Sjoerd Schwibettus

Hosted and supported by: Campeggio Sotto il Faggio, Agnese & Gianluca Scapin

Organizers: Carla Cremers, Tegi Canfari

 

resina/resonance

Resina/Resonance



TEXT: Performance transcription from memory 

Thank you all for gathering here at Sotto il Faggio!

To conclude this symposium I would like to ask you to engage with me in a brief performance.

I like to think of it as an act of overall love & gratitude.

I am not sure what exactly I am doing. I am improvising as I am following my intuition and the surrounding energies. Please bear with me by following some very simple instructions.

Please form a large circle around this tree.

Don’t be shy, it’s very easy!

Let’s all hold hands

Together step closer to the tree and hug it with your breath

Keep holding hands and step back into the initial shape.

Now close your eyes

Take a deep breath. One in and one out.

Stay in that position while I come around to position you, one by one, to hug the tree.
Hug the tree the best you can.

Reach out for the tree. If you cannot hug the tree directly reach it by hugging the person in front of you.

Keep your eyes closed.

Now that we are nicely clustered together to the tree, feel the sensations emanating from this moment, from this tree and each other’s bodies energies exchange.

Take another deep breath.

Now step back from the tree, each saying one word describing what you just experienced or simply thanking this tree for being here.

Thank you for collaborating!